lumen su exibart
“Spot on su writer, illustratori, grafici e artisti pop. Una rassegna sull’arte fuori dalle regole. Lontani dalle major istituzionali, stringendo la mano al privato locale… Dimenticate i muri di palazzi e metro, i vagoni del treno, le pagine di un fumetto e ovviamente il vecchio quadro incorniciato. A Salerno quelli del collettivo Satoboy e Ziguline, webzine di cultura underground, insieme ai curatori Augusto De Luca, Iabo e Mara De Falco, hanno chiamato a raccolta 42 artisti italiani per accendere le luci sugli ultimi esiti di street, pop e urban art.
Quando tutto è stato già visto, quando protetti dal verbo “sdoganare” si porta dentro un museo un’arte nata in e per la strada, oppure si schematizza in correnti artistiche il linguaggio grafico delle illustrazioni, si nota come negli ultimi anni anche in Italia si siano moltiplicati gli eventi espositivi su questo fronte. E allora dov’è la novità? Per cominciare, una scelta indipendente extra-istituzionale, un unico sponsor privato e locale, Massimo Bisogno, e un diktat tecnico e massima libertà espressiva.
Tolti di mezzo spray, stencil e china, due cifre – cm 100×50 – hanno dettato le regole per la realizzazione dei singoli lavori che, uniti dalla sagoma di un unico formato, sono raccolti in un allestimento che abbraccia il design, attraverso la realizzazione di una sequenza di scatole nere, magici scrigni che retro-illuminano tag, collage e pitture su opalflex.
“Gli uomini vogliono cose sempre più grandi per essere felici e dimenticano le piccole gioie” è il messaggio di Cref. La sua Tavola Ottometrica svela con la giusta proporzione dei caratteri quanto poco basti per essere soddisfatti senza rincorrere l’effimero. Dal mondo romantico di Giulia Palombino, una fucsia Jungle of Love abitata da uomini passati e futuri, al New POP[E] di Fidia, un critico gioco di parole tra la croce nazista e quella cristiana, fino alla eco neo-africana di Mr. Wally con segni grafici grandi, densi che rimandano all’eterna immagine del tao.
Eterogeneità di linguaggi e messaggi, svelando un’intimità sensuale e voyeuristica dai caldi colori ambrati nella foto di Macro+Freddie Mays e mostrando l’immaginario fantastico di Laurina Paperina, con il suo opaflex popolato da esserini della famiglia dei suoi paperi. La mano di Susanna Campana risulta poi quella più originale fra le tre Serpinseno, presenti singolarmente.
La crisi della new economy è risolta con un bel pane e mortadella da Roxy in the Box, che sdrammatizza con ironia la situazione ricorrendo all’intramontabile adagio dell’arrangiarsi. Due gambe, una bambina o una maliziosa signorina sbucano da una vasca: è Paper Resistance che usa con eleganza il bianco e nero, mentre Zelda Bomba consegna due grandi occhi ammalianti e un po’ beat.
Dal mondo di XL arrivano invece Hanchi Pinchi e Panchi di Maicol&Mirco e il citazionismo medievale di Alessandro Cocchia, un sistema che mangia se stesso. Una proposta sicuramente vasta per mettere l’arte contemporanea in controluce.
articoli correlati
Ri-scossa Pop
Interventi urbani alla tedesca
video correlati
Scala Mercalli a Roma
Street Art al Pac di Milano
irene tedesco
mostra visitata il 15 maggio 2010″